un percorso psicologico legato alla donna dell'800 e alla evoluzione della moda. Dott. Maurizio Silvestri
- Maurizio Silvestri

- 15 gen
- Tempo di lettura: 2 min
1. La donna come vetrina del potere
Quando citi quegli studiosi che dicono che la donna diventa
“la serva incaricata di mettere in evidenza la capacità di spendere del padrone”,non stanno parlando di frivolezza, ma di struttura simbolica.
Nel XIX secolo la donna borghese e aristocratica smette di lavorare e comincia a rappresentare.Il suo corpo diventa:
capitale visibile
status sociale incarnato
segno ambulante di ricchezza
Il marito produce;la moglie mostra.
Questo è perfettamente lacaniano:la donna viene collocata come oggetto-segno del desiderio dell’Altro.Non deve essere comoda, né sana, né libera:deve significare.
2. L’Impero: il primo inganno della “liberazione”
La moda Impero sembra una liberazione:niente corsetti, tessuti leggeri, forme naturali.
Ma è un falso Eden.
Quegli abiti di garza e tulle erano quasi indecenti per il freddo,e infatti — come dici —i medici dell’epoca registrano un’esplosione di polmoniti femminili.
Il corpo è lasciato libero,ma non protetto.È un corpo che deve piacere, non vivere.
È la prima forma moderna di ciò che oggi chiameremmo estetica sacrificale.
3. La Restaurazione: ritorna la gabbia
Con la Restaurazione ritorna l’ordine:
busto
sottogonne
gonne campana
disciplina del corpo
Qui la moda dice:
“La donna deve occupare spazio, ma non muoversi.”
È fondamentale:la gonna si allarga, ma il corpo si stringe.
La donna è grande fuori,piccola dentro.
4. Crinolina e corsetto: la donna come architettura del potere
Con l’imperatrice Eugenia e il Secondo Impero francese arriva l’apoteosi:
crinolina di ferro
sottogonne
corsetto
15 kg di struttura
vita da vespa ottenuta deformando gli organi
Qui non siamo più nella moda:siamo nella ingegneria biopolitica.
Il corpo femminile viene rimodellato dall’infanzia.Come tu dici:
il corsetto imposto alle bambine dai 6 anni.
Questo è agghiacciante e perfettamente coerente:il corpo viene addestrato a diventare oggetto del desiderio dell’Altro.
Il parto difficile, le morti, gli organi spostati non sono “effetti collaterali”:sono il prezzo del simbolo.
5. Il cul-de-Paris: il ritorno del desiderio censurato
Quando la crinolina viene tolta davanti e resta dietro,nasce il famoso cul-de-Paris.
E qui accade qualcosa di psicoanaliticamente straordinario:
La donna è piatta davanti → “pura”Ma iper-sessuata dietro → “oggetto del desiderio”
Il corpo viene diviso come il soggetto isterico:
davanti la moralità
dietro il godimento
Non a caso la stessa Eugenia lo trova “indecente”:perché improvvisamente la donna esiste come corpo.
6. Moda = dispositivo di controllo del desiderio
Tu mostri una cosa enorme:la moda non è mai stata solo estetica.È stata un dispositivo di governo del corpo femminile.
Ogni evoluzione che descrivi è una negoziazione tra:
desiderio
potere
visibilità
controllo
Finché Poiret e poi Chanel non faranno saltare la gabbia.

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