Psicologia della guerra e il condizionamento delle masse conferenza del Dott. Maurizio Silvestri “Come può l’uomo, che ha costruito la civiltà, continuare a distruggerla?” (A. Einstein)
- Maurizio Silvestri

- 9 nov 2025
- Tempo di lettura: 13 min
Di seguito trovate l'intervento preparatorio che ho scritto perla conferenza.
Quando sono stato invitato a parlare della psicologia della guerra e del condizionamento delle masse mi sono mosso nella prospettiva di evidenziare come la guerra sia un problema di psicologia e come questo problema di psicologia non riguardi solo il singolo ma le masse. questa prospettiva è davvero molto interessante perché mette in rilievo come un problema psicologico legato al l'uomo Ovvero la violenza l'aggressività e la distruttività diventi un problema legato alle aggregazioni di uomini, con la guerra. Vi propongo di così di fare un percorso insieme per vedere come il problema della guerra sia un problema psicologico molto importante e come tutto questo riverberi nella situazione sociale attraverso il condizionamento delle masse. Io sono uno psicologo psicoterapeuta ad indirizzo analitico è dunque arricchirò ed orienterò questo intervento con delle conoscenze della psicoanalisi. dato che in sala ci saranno tante persone che non conoscono la materia cercherò di essere molto semplice ed approfondire e l'argomento nelle domande.
Ho scelto la locandina di questo intervento mettendo in rilievo la figura di En Albert Einstein e di Freud due menti brillanti di inizio secolo Che hanno scoperto uno con la psicoanalisi e l'altro la relatività. dovete sapere che Albert Einstein correva l'anno 1932 ha avuto una corrispondenza con Freud sul tema della guerra. Questa corrispondenza è davvero illuminante e vi invito a leggerla si tratta di poche pagine In cui con grande lucidità Freud ed Einstein e Cercano una soluzione al problema guerra. Vi propongo di fare insieme un piccolo percorso in cui potremmo vedere in che modo Freud mostra come il problema della guerra sia un problema che riguarda aspetti psicologici fondamentali. procediamo insieme e partiamo appunto dalla corrispondenza di Freud ed Einstein.
Incominciamo così a porre quello che è una domanda Ma anche un enigma che Freud si trova a trattare a partire dalla domanda di Einstein ovvero:
> “Come può l’uomo, che ha costruito la civiltà, continuare a distruggerla?”
Come vedete einsten ci pone nel cuore della questione guerra.
Freud risponde ad Einstein che
> “L’uomo reca in sé una forte quota d’aggressività... finché non si troverà una via per sublimarla, la guerra non potrà scomparire.”
(Perché la guerra?, 1932)
entriamo dunque nel L'ambito dell’indagare perché E da dove viene questa forte quota di aggressività dell'uomo.
Iniziamo così a considerare il problema a partire da uno scritto di Freud del 1915 è uno scritto frutto anche delle considerazioni a partire dalla prima guerra mondiale.
Questo scritto è considerazioni attuali sulla guerra e sulla morte,
> “Le nostre concezioni morali non sono che il risultato delle esigenze della civiltà.
Quando la civiltà vacilla, l’uomo ritorna allo stato primitivo.”
Freud osserva che la guerra non crea la barbarie, la libera.
La cultura aveva represso le pulsioni distruttive, ma sotto lo stress collettivo il rimosso ritorna.
In questa prospettiva possiamo vedere la guerra come un acting out collettivo di quella parte dell’uomo che la civiltà non riesce a educare.
Dovete sapere che in Freud la considerazione di questa parte distruttiva ha avuto un'evoluzione nella Concezione della teoria freudiana. Come sapete la psicoanalisi nasce dalla scoperta dell'inconscio. L'inconscio porta in sé elementi fuori della coscienza e che rimangono attivi. Questi elementi possono creare i sintomi e la volontà cosciente non riesce a debellare se non Attraverso un lavoro psicologico. Questo lavoro che permette di far emergere i contenuti inconsci nella coscienza crea anche la condizione della guarigione del sintomo.
Molti di questi contenuti rimossi hanno a che fare con traumi od elementi vissuti come traumatici nell'infanzia, ed hanno una forza che tende a far riemergere questi traumi nella vita delle persone. Questo significa che i contenuti rimossi sono attivi e cercano di riemergere quando possono. Dunque potremmo equiparare la società ad un soggetto ed le forze rimuoventi che tendono a tenere represse le manifestazioni di violenza, civilta. Quando la civiltà viene meno queste Forze si liberano creando un effetto distruttivo Per la civiltà stessa. In questo senso possiamo vedere la guerra non come ciò che crea la barbarie ma ciò che la libera. Quella parte Violenta è già all'interno viene solo portata fuori.
Qui potremmo trattare anche tutta la dinamica delle violenze e di come molte di queste manifestazioni incontrollate si possano collegare ad acting out. Lo vediamo bene Quando ci sono quegli eventi che ci sorprendono rispetto alle famiglie. Vediamo di lasciare spazio a queste tematiche eventualmente nelle domande e procediamo nella nostra considerazione della guerra.
Ora facciamo il terzo passo è consideriamo Come questo problema psicologico Legato a Questa aggressività all'interno delle persone diventi un problema non solo Singolare ma legato alle masse soprattutto con il loro condizionamento.
Vedete il condizionamento mette in rilievo un concetto da cui procede anche la scoperta della psicanalisi Ovvero la suggestione. L'individuo è suggestionabile come lo sono anche le masse. La suggestione dovete sapere che è un processo psicologico che può creare stati ipnotici, Ovvero di alterazione della coscienza.
La scoperta dell'inconscio procede appunto dalla ipnosi. Charcot un medico francese utilizzava l'ipnosi ad inizio secolo Per curare alcuni sintomi psicosomatici in pazienti. il principio dell'ipnosi è molto semplice, si fonda sul fatto che una persona entrando in uno stato di alterazione della coscienza possa sospendere la capacità critica del proprio io, per poter far emergere i propri contenuti inconsci. L'io è quella funzione all'interno delle nostre facoltà psichiche che si collega anche alla valutazione della realtà. Quando Dio sospende la propria capacità critica entra in uno stato di suggestione che libera una serie di forze pulsionali ed inconsce interne.
Ci spiega Freud che quando un soggetto entra in una massa tende ad sospendere il proprio stato di capacità critica per adeguarsi alla massa stessa. Scopriamo così che quando i soggetti fanno parte di una massa diventano molto più suggestionabili e la massa stessa libera le forze e inconsce delle persone che i singoli io con le loro normali capacità critiche tengono represse.
Vedete Dunque che il problema del condizionamento è proprio il problema legato alle masse che a questo punto diventano manovrabili. Quando si attivano poi delle forti paure le suggestioni diventano ancora più potenti le persone diventano ancora più condizionabili e manovrabili. Di fronte al pericolo la massa sente il bisogno di essere guidata di essere protetta.
La massa si comporta così come un corpo in preda alle proprie pulsioni i singoli perdono sempre di più la capacità di ragionare e reagiscono agli impulsi. Questo corpo impaurito e in frammenti ingestibile ha bisogno di un capo per poter essere tenuto insieme. Il capo diviene così l'elemento riferimento della massa a cui la massa risponde. Freud è un bellissimo scritto che è “psicologia delle masse ed analisi dell'io” del 1921 studia appunto queste dinamiche di come gli Io si modificano all'interno della massa e di come la massa possa sviluppare tutta una serie di effetti legati alla sospensione della criticità dell'io. Il meccanismo della sospensione della criticità Freud lo chiamerà in questo scritto “regressione” mettendo in rilievo appunto che questo processo di regressione legato alle suggestioni limita sempre più l'autonomia degli io e la loro criticità rendendoli sempre più uniformi e uniformati alla massa.
> “La massa è impulsiva, mutevole, facilmente entusiasmabile e incapace di riflettere.”
Il processo di individuare un capo che guidi la massa Freud lo Individuerà nella dinamica della identificazione. Un po' come identificare il capo come il nuovo io che che tutti coloro che appartengono alla massa riconoscono. Potremmo vedere così la massa come un nuovo soggetto che si compone di tanti io e che ha un capo che li coordina e lì governa. Questo processo che crea questo tipo di identificazione Freud lo Individua nell’identificazione verticale. Questa identificazione lega i vari io della massa al capo elevandolo al di sopra di essi.Potremmo equiparare questo processo ad una sorta di innamoramento. L'io dell’altro viene elevato al di sopra del proprio io. In questo modo l’individuo perde anche il proprio ideale dell’Io e lo sostituisce con quello del gruppo.Si identifica con il capo, che diventa l’oggetto d’amore comune. L’amore (Eros) tiene insieme la massa. Dunque questo legame diventa una sorta di legame che ricorda un legame d'amore. Si crea così un legame tra le persone ed il loro capo che può diventare molto forte. In situazioni estreme dove ci sono fortissime paure si può arrivare a condizionamenti e suggestioni davvero molto elevate.
I modi per alimentare queste suggestioni e creare un maggiore condizionamento possono essere diversi ne citerò solo alcuni più moderni.
Collegamento al condizionamento moderno:
Propaganda politica e mediatica come forme di suggestione collettiva.
Leader e simboli nazionali funzionano come “oggetti ideali dell’Io”.
Le masse, desiderando essere amate dal capo, rinunciano alla libertà di pensiero.
La propaganda, sotto questa luce, appare come una vera e propria tecnica dell’inconscio collettivo. Essa agisce non sull’intelletto, ma sul desiderio e sulla paura; non argomenta, ma ripete; non spiega, ma evoca.
La sua efficacia risiede proprio nella semplicità delle sue strutture simboliche:
semplifica, riducendo la complessità a formule affettive;
promette sicurezza, offrendo una figura protettiva o un ideale di appartenenza;
crea un nemico, canalizzando l’aggressività rimosso verso un oggetto esterno;
offre identità, sostituendo la fragilità dell’Io individuale con la certezza della massa.
Freud scrive:
> “Il bisogno di autorità e la paura della libertà sono i due cardini della psicologia collettiva.”
Come abbiamo visto appunto la propaganda politica e mediatica crea ed alimentata forme di suggestione collettiva i simboli nazionali di slogan funzionano come oggetti ideali dell'io e le masse entrano sempre più nella prospettiva di essere amate dal capo rinunciando alla libertà di pensiero uniformandosi a quei simboli sospendendo la loro ragione logica per sostituirla all'esigenza di elevarli al di là di loro e di ragionamenti che li possano mettere in discussione.
Vedete che il condizionamento si fonda su una sorta di unione Questa unione si nutre delle forze dell'es ovvero di quelle forze che Freud cataloga come le forze amorose. Si può così parlare di dinamiche legate alla pulsione dell'eros. Per quanto riguarda tutto il lato di unione delle masse con il loro capo possiamo vedere che essendo diventato il gruppo un ideale, trovano nel capo l’oggetto d’amore. L'esigenza di sentirsi parte di unirsi l'uno all'altro crea poi una serie di identificazioni orizzontali. Questi legami diventano legami di unione ci si sente uniti perché si sente di fare parte di un tutto.
Freud paragona la massa a una formazione nevrotica collettiva.
L’individuo perde il proprio ideale dell’Io e lo sostituisce con quello del gruppo.
Si identifica con il capo, che diventa l’oggetto d’amore comune.
L’amore (Eros) tiene insieme la massa, ma l’odio (Thanatos) si rivolge contro chi è fuori da essa.
Possiamo arrivare così quando ci sono forme di paura molto forti a livelli di ipnosi collettiva. La massa viene così a seguire il capo ciecamente.
ma cosa avviene a tutta la parte aggressiva rimossa che abbiamo visto fa parte anche essa dell’inconscio? E facile da capire. Se il gruppo diventa l’ideale, sappiamo come l’ideale si sostenga su cio che e’ rimosso. Come ci spiega freud per Innalzare qualcosa, dobbiamo abbassare qualche cos'altro. Alcune volte gli ideali che non si possono mettere in discussione che sono elevati al di sopra dell'individuo riguardano le sue parti rimosse che sono collegate ai propri traumi.
Divenendo il gruppo l'ideale, le parti rimosse vengono proiettate attraverso modalità di suggestione fuori dal gruppo. Abbiamo così tutto un versante traumatico che viene spostato dall'interno della massa all'esterno. Il diverso cioè colui che non fa parte della massa viene caricato della parte traumatica molte volte diviene l'oggetto delle nostre paure.
Se ciò che tiene unita alla massa è l'amore Dunque ciò che si contrappone alla massa e che all'esterno viene connotato dall'aggressività sino a forme che possono arrivare all’odio.
Questo passaggio è molto importante perché ci mostra come tutta una parte negativa del nostro inconscio tende ad individuare nel diverso il problema. Il diverso viene caricato di paura ma anche di accezioni negative. Pensiamo dunque cosa può avvenire quando c'è una propaganda che tende a creare un nemico ad individuare in lui il pericolo e a mettere dalla parte del diverso rispetto alla massa tutta una serie di condanne e di sospetti. Vediamo che attraverso questi processi si vengono a creare dei movimenti di odio in cui la colpa diviene un elemento essenziale. Come abbiamo visto la colpa è quella di non appartenere alla massa Ma quando viene caricata questa colpa di elementi disturbanti come possono essere le paure e le ingiustizie abbiamo una sorta di odio verso quel gruppo esterno. Le pulsioni distruttive diventano così le pulsioni che vogliono distruggere L'altro gruppo disgregarlo ridurlo all'impotenza. Quando poi i simboli e i leader vanno a canalizzare questa violenza sull'altro si accentuano ancora di più i processi di odio e di volere distruggere chi viene percepito come una minaccia. E quando il leader che è l'oggetto d'amore della massa diviene un tiranno che chiede alla massa stessa di distruggere Chi è diverso e chi non appartiene al gruppo abbiamo una canalizzazione dell'odio potentissima. Dover mantenere quell'oggetto d'amore che è il leader e il capo implica il fatto di dover distruggere o uccidere chi minaccia il capo stesso. Chi mette in pericolo il nostro oggetto d'amore viene investito di pulsioni distruttive istintive fortissime.
Vedete come questo tipo di dinamica diviene una dinamica di guerra, Che arriva ad proiettare questo odio su chi non appartiene al gruppo in maniera estrema volendo la sua morte. Queste dinamiche di guerre che prendono forza dal lato irrazionale e traumatico diventano ingestibili quando i leader manifestano i desideri di conquista e di possesso che sfociano nell'utilizzare la guerra come modi di diventare più potenti. la massa degrada così ad avere un padre che Freud denomina il padre dell'orda ovvero un padre violento e senza scrupoli. questo padre diviene così pericoloso anche per coloro che non seguono il suo volere minacciando che coloro che non aderiscono alla sua guerra Mettono in pericolo la coesione stessa del gruppo e dunque diventa un padre minaccioso anche per coloro che non vogliono proiettare l'odio su chi è diverso o mantengono un pensiero differente da quello della massa.
Passiamo ora al passo successivo e vediamo come il problema dell'aggressività sia il problema legato al rimosso, Ovvero ai traumi che sono repressi all'interno dell'uomo. nella sua trattazione più matura Freud scriverà diversi saggi su questa parte traumatica. Metterà in rilievo che questa è una vera e propria forza all'interno dell'inconscio e metterà in rilievo che questa parte è una parte aggressiva e distruttiva. Chiamerà questa parte distruttiva all'interno dell'uomo thanatos Ovvero pulsioni di morte. Che si contrappone alla pulsione costruttiva all'interno dell'uomo che è Eros ovvero pulsione di vita.
Potremmo così fare il collegamento e vedere che nelle dinamiche collettive la parte pericolosa ed ingestibile delle masse e proprio quella distruttiva. La pulsione di morte dunque diventa anche il problema in cui questa violenza tende a essere la contropartita di tanathos di grandi ideali.
Questa pulsione distruttiva ha delle caratteristiche che la contraddistinguono.
La prima è quella di voler portare all'inanimato qualunque stimolo disturbante. la morte dunque non è vista come un problema da questa pulsione ma come una soluzione. è Come ridurre al silenzio qualcosa che crea uno stimolo fastidioso.
La seconda caratteristica è quella che è chiamata da Freud coazione a ripetere.
L'enigma che Freud ha sciolto rispetto alla pulsione di morte è proprio questo Com'è possibile che l'uomo essendo un animale attaccato alla vita ha bisogno di una pulsione così scomoda Come può essere quella di morte all'interno di sé e lo differenzia da tutti gli altri animali?
Siamo al cuore del problema: la pulsione di vita solamente non porterebbe a creare gli effetti distruttivi equiparabili alle guerre degli uomini. Nel mondo animale non vengono fatte le guerre nella maniera degli uomini. L'individuo non viene suggestionato dalle stesse forze dell'uomo nel mondo animale.
I traumi sono qualcosa di spiacevole che lasciano un irrisolto quando una persona li subisce cercando di difendersi cercando di andare avanti nella propria vita mettendoli da parte. quando questo metalli da parte gli viene a allontanarli dalla coscienza abbiamo delle rimozioni. la rimozione come vedete è un modo di ridurre al silenzio uno stimolo fastidioso. potremmo vedere nella forza rimuovente qualcosa che è più vicino alla pulsione di morte che non a quella di vita. E’ come voler ridurre al silenzio qualcosa che non ci piace che sta dentro di noi.
Ed e’ questo il principio su cui si basano tutte le dipendenze. In tutte le dipendenze hanno una difficoltà ad essere bloccate. come sapete non basta la volontà per poterne uscire. Poter utilizzare la pulsione distruttiva per cercare di ottenere un piccolo piacere nel sollievo di un grande dolore diviene così una sorta di legame Alla sofferenza con cui le varie dipendenze creano una coazione a ripetere ciò che fa star male.
tutte le dipendenze Sono autodistruttive anche la dipendenza affettiva proprio perché si nutrono di quella pulsione che tende a rimuovere qualcosa di fondamentale di noi e si soddisfa e la distruzione è di ciò che trascina l'essere umano al di là del suo scopo Vitale. quando dico dipendenza parlo di tutte le dipendenze alcol droga da gioco alimentari.
la rimozione ci offre una soluzione appoggiandosi a una pulsione di morte ma questa soluzione non è definitiva proprio perché i traumi ci lasciano degli irrisolti. dovete sapere che quando noi rimuoviamo non leviamo il problema ma semplicemente mettiamo ciò che è sconveniente sotto il tappeto della coscienza. Questo significa che quell'elemento di suo tenderà a ripresentarsi come uno stimolo. è una sorta di bisogno di dover risolvere ciò che è rimasto irrisolto dentro di noi. la coazione a ripetere è come se facesse venire fuori ciò che è rimosso per poterlo finalmente elaborare e risolvere. Potremmo così vedere e la pulsione di morte si collega anche alla ripetizione dei nostri traumi perché è un tentativo di soluzione definitiva Se riuscissimo ad elaborare questo tipo di trauma. gli elementi che ci permettono di elaborare un trauma al suono gli elementi simbolici ovvero i significati che noi riusciamo ad attribuire a ciò che viviamo . Ma dove ci sono dei traumi abbiamo anche delle difficoltà in questo senso. ciò che non riusciamo a simbolizzare a dargli un nome, a dargli una collocazione ed un significato viene fuori come paura e violenza. Ecco qui che il rimosso tende a ripresentarsi come violento e come forme di violenza e di distruttività all'esterno. Potremmo vedere così le guerre come cause ed effetti di traumi che tendono ciclicamente a riemergere facendo venire fuori attraverso dei passaggi all'atto violenti le questioni irrisolte dei popoli.
Ad oggi ci sono sviluppate le forme terapeutiche che aiutano le persone ad uscire dai loro sintomi dai loro traumi dalle loro coazioni a ripetere distruttive e autodistruttive. in tutto questo si è scoperto che è fondamentale è un lavoro psicologico. Per disinnescare questi lati distruttivi. la terapia lo potremmo vedere come un processo di elaborazione dei propri irrisolti. Abbiamo scoperto così che gli uomini si possono ammalare e sviluppare delle nevrosi. queste nevrosi non riguardano solo i singoli ma possano andare ad intaccare l'equilibrio delle comunità.
La psicoanalisi, tuttavia, non si limita a denunciare la regressione collettiva: essa propone una via di conoscenza. Se la guerra è un ritorno del rimosso, la pace non può essere che un atto di consapevolezza. Comprendere le pulsioni che ci abitano — l’odio, l’invidia, l’aggressività — significa sottrarle alla loro cieca ripetizione.
Freud non credeva in una redenzione, ma in una possibilità: quella di trasformare la violenza in pensiero, la pulsione in parola.
In questo senso, la psicoanalisi diventa un’etica della responsabilità: ci insegna che ogni pace esterna presuppone una pacificazione interna, che la civiltà non è il trionfo della ragione sulla pulsione, ma il suo continuo lavoro di simbolizzazione.
Riconoscere la guerra che ci attraversa — nelle masse, nei discorsi, nei desideri — è il primo passo per interrompere la ripetizione.

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