Lo specchio umano: riconoscimento e trasformazione. Dott. Maurizio Silvestri
- Maurizio Silvestri

- 15 feb
- Tempo di lettura: 2 min
Abbiamo visto come lo specchio, nella poesia, nelle fiabe e nell’arte, non restituisca semplicemente un’immagine, ma racconti una relazione: la relazione che ciascuno di noi ha con se stesso.
La psicologia ci mostra che questa esperienza non appartiene soltanto all’infanzia o alla dimensione simbolica: continua per tutta la vita, perché gli specchi più importanti non sono quelli di vetro, ma quelli umani.
1. Gli specchi relazionali
Fin dall’inizio della vita diventiamo ciò che qualcuno riconosce in noi.
Un bambino cerca continuamente lo sguardo di chi si prende cura di lui, perché nello sguardo trova una conferma: “Io esisto, io sono qualcuno.”Ma questo processo non finisce crescendo. Anche nell’età adulta continuiamo a trasformarci attraverso gli sguardi, le parole e le relazioni che incontriamo.
A volte basta che qualcuno veda in noi una possibilità che non avevamo ancora immaginato, e qualcosa dentro di noi comincia lentamente a cambiare.
Possiamo dire che diventiamo, almeno in parte, anche l’immagine che viene riconosciuta in noi.
2. Quando lo specchio manca
Non sempre, però, incontriamo specchi che ci riconoscono.Molte persone crescono con la sensazione di non essere state viste abbastanza, di non essere state comprese, o di aver ricevuto immagini svalutanti di sé.
In questi casi si sviluppano spesso modalità difensive:persone che imparano a mostrarsi sempre forti,persone che non riescono a riconoscere il proprio valore,persone che continuano a cercare conferme senza riuscire mai a sentirle davvero.
Molte sofferenze psicologiche non nascono solo dagli eventi della vita, ma dalle immagini di sé che nel tempo abbiamo interiorizzato.
3. Lo specchio che trasforma
La buona notizia è che l’immagine di sé non è mai completamente fissa.Ogni incontro significativo può diventare uno specchio capace di restituirci qualcosa di nuovo.
Può accadere in una relazione importante, in un’amicizia, in un percorso terapeutico, ma anche attraverso l’arte, la poesia, la lettura, quando un’immagine o una parola riescono a farci riconoscere qualcosa che non avevamo ancora visto chiaramente.
Quando l’immagine di noi cambia, anche il modo di vivere la nostra storia può cambiare.
4. Conclusione
Possiamo allora dire che lo specchio non è soltanto un oggetto:è una esperienza fondamentale della vita psichica.
Gli specchi possono:
aiutarci a diventare qualcuno
mostrarci parti di noi che non avevamo riconosciuto
aprire possibilità di trasformazione
Forse nella vita non cerchiamo davvero uno specchio perfetto,ma incontri che ci permettano di riconoscerci in modo nuovo.
Perché ogni volta che cambia l’immagine che abbiamo di noi stessi, cambia anche, almeno un poco, la direzione della nostra storia.

Commenti