top of page

Ligabue: il caso-esempio del “simbolico per immagine”. Dott. Maurizio Silvestri

1) Tesi clinica

Quando la parola non regge (per limiti neurocognitivi, per sofferenza psichica, per isolamento relazionale, o per deficit strutturali), l’immagine può diventare:

  • un contenitore per l’affetto (tenere insieme ciò che altrimenti “esplode”)

  • un ponte verso l’Altro (comunicazione senza grammatica)

  • una forma di simbolizzazione (non il simbolico “perfetto” della lingua, ma un simbolico minimo, incarnato)

Qui l’immagine non è “disegno”: è atto, è traccia, è messa-in-forma.

2) Ligabue: il caso-esempio del “simbolico per immagine”

Ligabue è clinicamente prezioso perché mostra un paradosso essenziale:

  • il linguaggio lo espone alla vergogna, al fallimento, all’umiliazione

  • l’immagine gli consente di dire (e perfino di “guardare negli occhi” l’Altro)

Gli animali nei suoi quadri funzionano come “interlocutori possibili”:

  • Freud direbbe: un modo di legare (Bindung) eccitazione e angoscia a una forma

  • Lacan direbbe: una costruzione di supporti dove il soggetto può “tenersi” quando il simbolico comune lo espelle

Ligabue, in breve, fa vedere che:

quando la parola non è casa, l’immagine può diventare casa provvisoria.

3) Freud: legamento, figurabilità, lavoro del sogno

Freud ci dà tre chiavi cliniche fortissime.

a) Il legamento (Bindung)

Il compito psichico di base non è “capire”, ma legare l’eccitazione.L’immagine può funzionare come legamento: trasforma un affetto “senza forma” in qualcosa che si può tenere, guardare, riprendere.

b) La figurabilità (Darstellbarkeit)

Nel lavoro del sogno, i pensieri devono diventare rappresentabili: passano per immagini, scene, condensazioni.Clinicamente: quando la frase manca, la psiche cerca comunque una scena. Il disegno, la foto, l’oggetto, la metafora visiva diventano la “via regia” alternativa.

c) Spostamento/condensazione

L’immagine consente una simbolizzazione economica: molto affetto in una forma.Per fragilità linguistiche (autismo, afasie, Alzheimer), questa economia è cruciale.

4) Lacan: immaginario, simbolico, reale (e “riparazioni”)

Lacan ci aiuta a non idealizzare l’immagine.

  • L’immagine appartiene all’immaginario: dà unità, forma, corpo.

  • Ma può anche essere trappola (fissazione, rigidità, stereotipie, “tutto si vede ma niente si dice”).

Clinicamente, però, l’immagine può diventare un ponte verso il simbolico:

  • se viene nominata

  • se entra in una sequenza

  • se viene agganciata a un ritmo dialogico (anche minimo)

In altre parole: l’immagine da sola è immaginario; l’immagine con un bordo (un nome, un gesto condiviso, un prima/dopo) comincia a fare simbolico.

E qui c’è una formula utile:

Terapia = dare bordo simbolico a ciò che nasce come immagine.

5) Applicazioni cliniche

A) Autismo: dall’immagine come regolazione all’immagine come relazione

Nell’autismo spesso il nodo è la comunicazione sociale e pragmatica, non “l’intelligenza” in sé.L’immagine può servire a:

  1. regolare (ridurre ansia, prevedere, rendere il mondo leggibile)

    • agende visive, sequenze, mappe

  2. condividere attenzione (joint attention)

    • guardiamo insieme una figura, poi un oggetto, poi di nuovo la figura

  3. creare micro-simboli

    • scegliere un’immagine per dire “paura”, “basta”, “ancora”, “troppo”

Taglio lacaniano: attenzione a non restare nell’immaginario puro (catalogo di immagini senza Altro). Il lavoro clinico è far passare l’immagine in scambio: “me lo fai vedere?”, “me lo indichi?”, “lo scegli per dirmi cosa?”.

Ligabue qui è un emblema: non “disegna animali”, ma costruisce una lingua dove l’Altro può incontrarlo senza umiliarlo.

B) Alzheimer: preservare il simbolico minimo e l’identità narrativa

Nell’Alzheimer il linguaggio può degradarsi (anomie, parafasie, perdita del filo), e con esso rischia di degradarsi:

  • la continuità del Sé

  • la memoria autobiografica

  • la capacità di “tenere” il tempo (prima/dopo)

L’immagine (foto, oggetti, collage, “memory book”) può:

  • riattivare tracce autobiografiche

  • sostenere una narrazione guidata

  • offrire un “appiglio” quando la parola scivola

Taglio freudiano: non stiamo “informando” il paziente, stiamo legando affetto e ricordo in una forma maneggiabile.Taglio lacaniano: stiamo sostenendo il soggetto con significanti-àncora (nomi, luoghi, ruoli) attorno a cui l’immagine si organizza.

E soprattutto: l’immagine aiuta a non ridurre la persona a deficit. Consente ancora un “io” che mostra, sceglie, rifiuta, preferisce.

C) Fragilità del linguaggio (afasie, psicosi, trauma, inibizione grave)

Qui l’immagine può essere:

  • pre-verbale (prima della parola)

  • para-verbale (accanto alla parola)

  • post-verbale (quando la parola si è rotta)

Nel trauma, ad esempio, spesso c’è “troppo reale”: l’immagine può permettere una prima messa-in-forma senza forzare un racconto lineare.Nelle psicosi, l’immagine può anche essere invasiva: serve un lavoro di bordo e di ritmo, per non precipitare in un immaginario che inghiotte.

6) Una regola clinica semplice (molto operativa)

Quando lavori con immagine in fragilità del linguaggio, pensa a tre passaggi:

  1. Scegliere (atto soggettivo minimo: “questa sì / questa no”)

  2. Bordare (un nome, un gesto, un segno: anche solo “qui”)

  3. Mettere in sequenza (prima/dopo, causa/effetto, o “storia di 3 immagini”)

Questo è già simbolico: non perfetto, ma sufficiente per riattivare legame e scambio.

7) Dove entra l’IA

L’IA può funzionare come Altro ausiliario che:

  • propone immagini/etichette

  • aiuta a costruire sequenze (“raccontami questa foto” con domande guidate)

  • sostiene caregiver e terapeuta con prompt strutturati

Ma con un avvertimento lacaniano: l’IA non deve sostituire l’Altro umano. Deve essere un supporto al legame, non un rimpiazzo del legame.

8) Chiusura “Ligabue”

Ligabue ci insegna clinicamente che:

quando la parola non può, il soggetto non scompare: cerca un’altra via per farsi incontrare.E spesso quella via è l’immagine — non come estetica, ma come sopravvivenza del simbolico.

 
 
 

Post recenti

Mostra tutti

Commenti

Valutazione 0 stelle su 5.
Non ci sono ancora valutazioni

Aggiungi una valutazione
bottom of page