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La doppia vita di veronica film di Kieslowski una lettura psicoanalitica del dott. Maurizio Silvestri


Di seguito do una lettura del film anche a partire dal lavoro che ho svolto recentemente sulla dimensione del doppio e dello specchio (febbraio 2026). I riferimenti approfonditi li trovate nella conferenza che ho tenuto al ninfeo qui utilizzero ed approfondiro alcuni concetti soprattutto utilizzando la visione psicoanalitica Freudiana e di Lacan. Buona lettura.


1. Il doppio e l’inconscio

Nel film esistono due donne identiche:

  • Weronika, che vive in Polonia

  • Véronique, che vive in Francia

Non si conoscono, ma sembrano condividere qualcosa di invisibile.

Dal punto di vista psicoanalitico possiamo leggerlo come metafora del doppio psichico.

Freud nel saggio sul perturbante parla del Doppelgänger, il doppio che rappresenta:

  • una parte rimossa del soggetto

  • una vita possibile non vissuta

  • un'altra configurazione dell'identità.

Nel film:

  • una vive l'esperienza artistica fino all’eccesso

  • l’altra percepisce un’angoscia indefinita senza sapere perché.

È come se una vita psichica si riflettesse nell’altra.

2. Il perturbante (Freud)

Freud descrive il perturbante come:

qualcosa di familiare che improvvisamente diventa estraneo.

Il film è costruito interamente su questa sensazione.

Elementi tipici del perturbante presenti nel film:

  • il doppio

  • le coincidenze impossibili

  • la sensazione di essere osservati

  • l’impressione di una vita parallela invisibile

Lo spettatore prova la stessa esperienza della protagonista:

la realtà sembra avere una seconda dimensione nascosta.

3. Il destino e la scelta

Una delle idee più profonde del film è questa:

una vita sembra pagare il prezzo dell’altra.

Weronika muore giovane durante un concerto.

Subito dopo, Véronique sente una strana tristezza senza motivo e cambia vita.

Psicoanaliticamente potremmo leggerlo come:

  • una identificazione inconscia

  • oppure una vita possibile sacrificata.

Il film sembra suggerire che ogni soggetto porta in sé molte vite potenziali, ma solo una può realizzarsi.

4. Il simbolismo dell’oggetto transizionale

Nel film compaiono oggetti molto particolari:

  • la sfera di vetro

  • le marionette

  • i filtri verdi dell’immagine

La marionetta, soprattutto, è un simbolo molto forte.

Richiama la domanda:

chi muove davvero i fili della nostra vita?

Da un punto di vista psicoanalitico questo rimanda a:

  • destino inconscio

  • determinazioni infantili

  • ripetizione.

5. Una lettura lacaniana possibile

Se lo guardiamo con Lacan, il film sembra mettere in scena qualcosa di molto sottile.

Le due donne non sono semplicemente due persone.

Potremmo vederle come due livelli del soggetto:

  • il soggetto immaginario

  • il soggetto diviso dal desiderio.

Una vive l’esperienza piena ma mortale (Weronika).L’altra vive una vita più prudente ma incompleta (Véronique).

È come se il film mostrasse il prezzo del desiderio.

6. La dimensione quasi metafisica

Kieślowski era molto interessato a una domanda:

esistono connessioni invisibili tra gli esseri umani?

Il film non risponde.

Suggerisce solo che:

  • le vite si sfiorano

  • le emozioni si trasmettono

  • alcune scelte vengono prese prima della coscienza.

In sintesi

Le due vite di Veronica può essere letto come:

  • film sul doppio freudiano

  • esperienza del perturbante

  • riflessione sul destino e le vite possibili

  • metafora della divisione del soggetto




 
 
 

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