Freud: il destino come identificazione
- Maurizio Silvestri

- 18 nov 2025
- Tempo di lettura: 3 min
In Psicologia delle masse, Freud non usa la parola “destino” come categoria esplicita, ma ne sviluppa la logica strutturale:
👉 il “destino” dell’individuo nasce dalle identificazioni.
In altre parole:
> Destinarsi = identificarsi.
Tutto il testo mostra che l’individuo non sceglie liberamente chi diventare:
egli diventa ciò a cui si identifica, soprattutto nei rapporti primari.
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1️⃣ Identificazione primaria: il primo destino del soggetto
Freud afferma che l’identificazione primaria al padre (o alla sua funzione) è:
pre-edipica,
pre-oggettuale,
fondativa dell’Io.
È una forma di destino originario, perché:
precede ogni relazione d’amore,
modella ciò che il soggetto potrà desiderare, temere, amare e odiare,
istituisce la struttura stessa dell’Io.
👉 È la matrice da cui derivano tutti i “destini successivi”.
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2️⃣ Identificazione come sostituzione dell’Ideale
Nel testo Freud distingue:
Io (Ich)
Ideale dell’Io (Ich-Ideal)
Super-io
L’identificazione avviene quando l’Io introjietta un tratto dell’Altro per colmare una mancanza:
> l’Io si trasforma secondo il modello dell’Altro.
Questa operazione implica già un ritmo di destino:
ciò che l’Io introietta
ciò che perde
ciò che cerca di riappropriarsi tramite l’imitazione dell’Altro
→ definiscono la traiettoria futura del soggetto.
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3️⃣ La massa come macchina che produce destino
Freud afferma che nella massa:
gli individui si identificano tra loro (identificazione orizzontale),
tutti si identificano con il capo (identificazione verticale),
il capo occupa il posto dell’Ideale dell’Io.
Questo è fondamentale:
👉 Il capo decide per il soggetto,
👉 il soggetto obbedisce senza avvertirlo come sacrificio,
👉 il destino individuale viene assorbito nel destino della massa.
Il soggetto rinuncia alla sua autonomia perché:
il capo dà direzione,
dà senso,
dà un “luogo” dove stare.
È una forma di destino etero-diretto.
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4️⃣ La logica del destino: dall’identificazione all’obbedienza
La dinamica è:
1. Idealizzazione del capo
2. Sottomissione dell’Io
3. Rinuncia al desiderio individuale
4. Assorbimento nel destino collettivo
Questo vale in:
gruppi militari,
chiese,
partiti politici,
movimenti sociali,
perfino nelle relazioni amorose.
Per Freud, infatti, l’innamoramento funziona come una massa a due:
> il soggetto mette l’amato al posto dell’Ideale dell’Io
e vi si sottomette.
Anche qui: destino = identificazione + sottomissione dell’Io.
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5️⃣ Destini dell’individuo secondo Freud
Freud elenca i “destini” della pulsione (in Pulsioni e loro destini), ma qui possiamo applicarli all’identificazione:
✔ Destino 1: Conformità
Il soggetto si modella sul gruppo → destino sociale.
✔ Destino 2: Ripetizione
Il soggetto ripete identificazioni traumatiche → destino sintomatico.
✔ Destino 3: Sottomissione
Il capo diventa il garante del destino dell’individuo.
✔ Destino 4: Alienazione
Il soggetto diventa “uno tra molti”.
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6️⃣ Il punto clinico: l’identificazione come limite al proprio destino
Freud descrive come molte nevrosi siano destinate a:
ripetere
riprodurre
rifare
gli stessi modi di essere appresi tramite identificazioni infantili:
il soggetto depresso identificato al genitore triste
il soggetto ansioso identificato al genitore persecutorio
il soggetto iper-performante identificato all’ideale paterno
L’identificazione è così forte che il destino sembra necessario, ma deriva da:
fantasie infantili non elaborate,
modelli parentali incorporati,
ruoli affettivi assunti inconsciamente.
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7️⃣ Come leggere la logica del destino in Freud
Nel testo Freud costruisce una logica molto precisa:
1. Il soggetto è un padiglione vuoto: servono identificazioni.
2. Le identificazioni fondano l’Io.
3. L’Ideale dell’Io dirige il soggetto.
4. Nella massa, il soggetto abdica al proprio desiderio.
5. Il “destino” è ciò che deriva dalla posizione che il soggetto assume in questo sistema.
Il destino non è necessità:
è la conseguenza del modo in cui l’Io si struttura nelle identificazioni.
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🎯 Sintesi finale (molto chiara)
In Freud, il destino nasce così:
1. Mi identifico con qualcuno (madre, padre, capo, partner).
2. Questa identificazione diventa un pezzo del mio Io.
3. Quell’identificazione comanda silenziosamente la mia vita.
4. Io credo sia il mio destino, ma è solo una fedeltà inconscia a un Altro.

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