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Francesco, Chiara e il padre che perde la figlia. Dott. Maurizio Silvestri


Assisi, l’amore che rinuncia al possesso

C’è un filo invisibile che unisce tre storie molto diverse:quella di San Francesco, quella di Santa Chiara e quella dello scultore Giovanni Duprè con la figlia Amalia.

È il filo della rinuncia al possesso.

1. Francesco: perdere tutto per non perdere sé stessi

Francesco non è povero perché odia la ricchezza.È povero perché ha capito una cosa radicale:

ciò che possediamo, alla fine, ci possiede.

Quando si spoglia davanti al padre, in piazza, non sta facendo un gesto morale.Sta compiendo un gesto psichico potentissimo:sta recidendo il debito che lo lega al padre, al nome, all’eredità.

Dice, in fondo:io non sono ciò che tu mi hai dato.

È un atto di nascita.

2. Chiara: l’amore che non trattiene

Santa Chiara non segue Francesco come una discepola.Lo segue come si segue un amore che non si vuole possedere.

Chiara rinuncia alla famiglia, al matrimonio, alla sicurezza,ma non per diventare “nulla”:rinuncia per restare fedele a un legame che non può essere chiuso.

Come la Vergine Maria con Gesù.

Maria dà al mondo un figlio che non le appartiene.Lo tiene, lo ama, ma sa che non può trattenerlo.

Chiara fa lo stesso con Francesco:lo ama, lo sostiene, ma non lo imprigiona.

È un amore che abbraccia senza stringere.

3. Duprè: il padre che non riesce a lasciar andare

Giovanni Duprè perde la figlia Amalia.E come spesso accade ai padri, non riesce a lasciarla andare.

Allora la scolpisce.

La trasforma in Santa Chiara.

Nel marmo, Amalia non cresce, non cambia, non muore.Diventa pura, eterna, intoccabile.

È l’opposto di ciò che fanno Francesco e Chiara.

Duprè cerca di salvare l’oggetto d’amore congelandolo.Francesco e Chiara lo salvano lasciandolo libero.

4. Due modi di amare

Ci sono due modi di amare:

  • l’amore che trattiene (Duprè)

  • l’amore che lascia andare (Francesco e Chiara)

Il primo nasce dal trauma.Il secondo nasce dalla fiducia.

Il primo dice: “Se ti perdo, muoio”.Il secondo dice: “Se ti amo davvero, non ti possiedo”.

5. Assisi e il segreto dell’abbraccio

Assisi non è una città di povertà.È una città di vuoto fecondo.

Qui Francesco, Chiara e perfino Duprè ci dicono la stessa cosa, in modi diversi:

ciò che ami davvero, non puoi possederlo.puoi solo accoglierlo.

Come Maria accoglie un figlio che non è suo.Come Chiara accoglie Francesco.Come Francesco accoglie il mondo.

E come, forse, ogni essere umano dovrebbe imparare a fare.

 
 
 

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