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FolleMente di Paolo Genovese un piccolo laboratorio psicoanalitico messo in scena. Dott. Maurizio Silvestri

Maurizio, FolleMente di Paolo Genovese è quasi un piccolo laboratorio psicoanalitico messo in scena.Dopo Perfetti sconosciuti, qui Genovese fa un passo ancora più radicale: non mostra solo i legami tra le persone, ma porta sullo schermo il conflitto interno che li produce.

L’idea delle sei istanze è una vera drammatizzazione dell’apparato psichico.

1. Le sei istanze come “personaggi dell’inconscio”

Nel film, ogni protagonista (Piero e Lara) è abitato da sei “voci”.Non sono semplici caratteri: sono funzioni del desiderio.

Possiamo leggerle come una sintesi tra Freud, Lacan e psicologia degli affetti.

Le sei istanze sono:

Istanza

Funzione psichica

Eros

Desiderio, libido, spinta erotica e vitale

Razionalità

Io, controllo, calcolo del rischio

Paura

Angoscia di abbandono, trauma

Orgoglio

Narcisismo, immagine di sé

Impulso

Es, pulsione, acting out

Cura

Attaccamento, bisogno di legame

Non sono buone o cattive:sono forze che competono per dirigere il soggetto.

2. La coppia come incontro di due sistemi psichici

La genialità del film è questa:

non vediamo due persone che si incontrano,ma dodici istanze che negoziano.

Piero e Lara non si innamorano:le loro istanze cercano un equilibrio.

Ogni battuta, ogni esitazione, ogni gesto è il risultato di una lotta interna:

«Posso desiderarti senza perdere la mia identità?»«Posso fidarmi senza farmi ferire?»

Questo è il cuore psicoanalitico del film.

3. Dinamica interna dei due protagonisti

🧠 Piero

Nel suo sistema dominano:

  • Paura

  • Razionalità

  • Orgoglio

È un uomo ferito da relazioni precedenti →la sua libido (Eros) è viva, ma tenuta in ostaggio dal trauma.

La sua struttura è:

Desidero → mi difendo → mi blocco

È una nevrosi di controllo.

❤️ Lara

In lei dominano:

  • Eros

  • Impulso

  • Cura

Ma sotto questo c’è una ferita di non-amabilità.

La sua struttura è:

Mi offro → rischio → temo di non essere scelta

È una nevrosi dell’abbandono.

4. L’incontro non è romantico: è traumatico

Ogni momento di vicinanza attiva:

  • in Piero → paura di essere invaso

  • in Lara → paura di non essere desiderata

Il film mostra una cosa che Freud aveva capito benissimo:

l’amore riattiva le ferite infantili.

L’altro non è solo l’altro:è lo specchio del trauma.

5. Il vero arco narrativo

Non è:

si piaceranno o no?

È:

chi governerà il loro apparato psichico?

All’inizio comandano:

  • Paura e Orgoglio (difesa)

Alla fine inizia ad emergere:

  • Eros + Cura (legame)

Ma attenzione:non perché gli altri scompaiono,ma perché accettano di non essere i soli a parlare.

Questo è esattamente ciò che avviene in una terapia riuscita.

6. Il messaggio profondo del film

Genovese dice qualcosa di potentissimo:

L’amore non è fusioneè coabitazione di conflitti.

Una coppia non nasce quando due persone si scelgono.Nasce quando le loro istanze imparano a non sabotarsi a vicenda.

7. In termini lacaniani

Lara cerca:

essere il desiderio dell’Altro

Piero teme:

di perdersi nel desiderio dell’Altro

L’amore è il punto in cui:

accetto di essere mancante per poter desiderare

 
 
 

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