Concerto di inizio anno 2026, perché è così speciale. L’ingresso del femminile nella musica classica. Dott. Maurizio Silvestri
- Maurizio Silvestri

- 1 gen
- Tempo di lettura: 10 min
🎻 Concerto di Capodanno – Vienna 2026
Trasmissione su Rai 2 (in differita dalle 13:30) · Orchestra Filarmonica di Vienna nella Sala d’Oro del Musikverein, diretta per la prima volta al Capodanno dal M° Yannick Nézet-Séguin. �
Deartes
⏱️ Concerto di Capodanno di Vienna 2026 – cronologia orientativa
Ora (circa)
Brano
13:30
Ouverture – Indigo und die vierzig Räuber (J. Strauss II)
13:38
Donausagen-Walzer – Ziehrer
13:46
Malapou-Galoppe – Lanner
13:49
Brausteufelchen – Eduard Strauss
13:52
Fledermaus-Quadrille – J. Strauss II
14:02
Der Karneval in Paris – J. Strauss I
14:06
Ouverture – Die schöne Galathée (Suppè)
14:15
Sirenen-Polka Mazur – Josephine Weinlich
14:20
Frauenwürde-Walzer – Josef Strauss
14:28
Diplomaten-Polka – J. Strauss II
14:33
Rainbow Waltz – Florence Price
14:39
Jernbane-Damp-Galop – Lumbye
14:43
Rosen aus dem Süden – Walzer (J. Strauss II)
14:52
Egyptischer Marsch – J. Strauss II
14:58
Olive Branch Walzer – Josef Strauss
(A questo punto il concerto “ufficiale” finisce e partono i bis)
🎉 BIS tradizionali
Ora (circa)
Brano
15:06
Polka o pezzo a sorpresa
15:12
An der schönen blauen Donau – Il bel Danubio blu
15:20
Radetzky-Marsch (con applausi ritmati del pubblico)
15:25
Fine trasmissione
Il femminile nella musica classica: quando la bellezza rompe la repressione
(voce calma, iniziale)
Buonasera.
Vorrei iniziare da una scena che tutti conosciamo.
Il primo gennaio.
La Sala d’Oro di Vienna.
Il Danubio Blu.
I valzer.
Gli abiti eleganti.
L’idea che il mondo, almeno per un’ora, sia armonioso.
Ma oggi vorrei chiedervi una cosa semplice:
chi ha potuto parlare dentro quella musica?
E chi no?
1. La musica classica come spazio simbolico maschile
Per secoli la musica classica è stata un linguaggio potentissimo,
ma non neutro.
Era un linguaggio costruito dagli uomini, per gli uomini, dentro una cultura patriarcale.
Questo non significa che fosse “cattiva”.
Significa che era limitata.
Come l’inconscio di un soggetto che non ha ancora incontrato l’Altro.
Il femminile — nella storia, nella psiche, nella cultura —
era associato a ciò che disturba: il corpo, l’emozione, la fragilità, la vita che eccede la forma.
E dunque, nella musica, veniva tollerato solo se trasformato in ornamento.
2. Il valzer: il primo varco
E poi arriva Vienna.
Arriva il valzer.
Il valzer è rivoluzionario perché mette due corpi che girano insieme.
Non è più la marcia del potere.
È l’abbraccio del desiderio.
Ma attenzione: anche il valzer di Strauss è un desiderio educato.
È eros, sì — ma in frac.
Il femminile entra,
ma solo come grazia,
non come voce.
3. Florence Price entra in scena
E ora facciamo un salto enorme.
1920–1930.
Stati Uniti.
Una donna nera, figlia della segregazione razziale,
scrive musica classica.
Si chiama Florence Price.
E scrive un valzer.
Lo chiama Rainbow Waltz.
Questo non è un gesto musicale.
È un gesto simbolico.
È come dire: “Anche io ho diritto di abitare questa forma”.
Ma quando Price scrive un valzer,
non lo riempie di leggerezza mondana.
Lo riempie di memoria.
Di dolore.
Di speranza.
Di storia.
È un femminile che non chiede di essere carino.
Chiede di essere ascoltato.
4. Strauss e Price: due mondi
Strauss ci dice: “La vita è bella se gira”.
Price ci dice: “La vita è vera se ricorda”.
Uno sublima il desiderio.
L’altra sublima il trauma.
Eppure entrambe fanno Bellezza.
Perché il femminile, quando entra davvero nel simbolico,
non distrugge la forma.
La apre.
5. Perché questo riguarda tutti noi
Ogni volta che una voce esclusa entra nella cultura, non è solo una vittoria sociale.
È una guarigione psichica.
Perché l’inconscio ha bisogno di più linguaggi per non diventare violento.
Il femminile porta questo: non la negazione dell’ordine, ma la sua umanizzazione.
(pausa)
E allora, la prossima volta che ascolteremo un valzer, forse potremo sentire qualcosa di nuovo:
non solo la danza… ma le vite che finalmente possono danzare.
L’ingresso del femminile nella musica classica
Da Strauss a Florence Price: quando la Bellezza supera la repressione
1. Il tempio maschile della musica classica
Per secoli la musica classica occidentale è stata costruita come uno spazio simbolico maschile.
Non solo perché gli uomini componevano, dirigevano, insegnavano.
Ma perché la musica stessa veniva pensata secondo una logica patriarcale:
forma,
controllo,
sviluppo tematico,
dominio della struttura.
In termini psicoanalitici: la grande musica europea è stata per secoli un prodotto del Super-Io culturale:
ordine, gerarchia, regola, autorità.
Il femminile — ciò che Freud chiamerebbe il continente nero, e Lacan il non-tutto — veniva percepito come:
emotivo,
instabile,
troppo corporeo,
troppo desiderante.
E dunque escluso.
2. Il valzer: il primo varco del femminile
Ed ecco Vienna.
Il valzer.
Il valzer è la prima forma musicale occidentale in cui il corpo entra nel simbolico.
Non più marce, non più contrappunto rigido.
Ma rotazione, abbraccio, vertigine.
Johann Strauss, con tutta la sua grazia, non fa altro che questo: permette al desiderio di girare dentro una forma.
Ma attenzione: il valzer viennese è ancora un femminile addomesticato.
È eros, sì — ma in abito da sera.
È passione, sì — ma con guanti bianchi.
Il femminile è ammesso solo se bello, controllato, decorativo.
3. Florence Price: il femminile che entra davvero
Quando Florence Price scrive un valzer — e lo chiama Rainbow Waltz — sta facendo qualcosa di inaudito:
una donna,
nera,
americana,
entra nella forma più aristocratica d’Europa
e la abita con la propria voce.
Qui il femminile non è più decorazione.
È soggetto.
La sua musica non seduce.
Racconta.
Dentro il valzer di Price si sente:
la memoria del dolore,
la nostalgia,
la speranza,
la frattura.
È un femminile che non chiede permesso.
In termini lacaniani: Price introduce nel valzer il Reale: ciò che non si lascia addomesticare dalla forma.
4. Dal Danubio blu all’arcobaleno
Strauss dice:
“Il mondo è bello se danza”.
Price risponde:
“Il mondo può danzare solo se ricorda”.
Il Danubio blu è un fiume che scorre e dimentica.
Il Rainbow Waltz è un arco che unisce ciò che era separato.
Uno è l’inconscio europeo che sublima il desiderio.
L’altro è l’inconscio storico che sublima il trauma.
Ed entrambi sono Bellezza.
5. Perché questo è politico, ma anche psichico
Ogni volta che una donna, o un soggetto escluso, entra nel simbolico
— arte, scienza, parola, musica —
non porta solo “diritti”.
Porta apertura psichica.
Il femminile non aggiunge solo una voce:
aggiunge un altro modo di desiderare.
E il mondo, ascoltando, respira di più.
Lo speciale direttore di orchestra di questa edizione:
🎼 Yannick Nézet-Séguin
Direttore d’orchestra, simbolo di apertura, pace e diversità
🌱 Chi è
Yannick Nézet-Séguin è un direttore d’orchestra canadese, nato a Montréal il 6 marzo 1975.
Fin da bambino studiò pianoforte e poi direzione d’orchestra, decidendo di dedicarsi a questa arte già a 10 anni. È direttore musicale di alcune delle istituzioni musicali più importanti del mondo:
Philadelphia Orchestra
Metropolitan Opera di New York
Orchestre Métropolitain di Montréal
…oltre a collaborare regolarmente con orchestre come quella di Vienna, Berlino, Londra e altre grandi istituzioni internazionali. �
Wikipedia +1
È considerato una delle voci più autorevoli e dinamiche della sua generazione, riconosciuto non solo per la tecnica impeccabile, ma anche per la vitalità interpretativa e la sensibilità comunicativa. �
Rolex Newsroom
🌍 Una nomina che parla di differenza
Condurre il Concerto di Capodanno dei Wiener Philharmoniker è uno dei più grandi onori nel mondo della musica classica — un evento visto da circa 50 milioni di persone in oltre 150 paesi. �
Rolex Newsroom
Nel 2026 Nézet-Séguin ha diretto il concerto per la prima volta, diventando uno dei più giovani a farlo nella storia di questo evento e segnando un momento di apertura e rinnovamento. �
DIE WELT
🕊️ Il suo discorso sulla pace e sulla gentilezza
Durante il concerto di Capodanno, prima dell’esecuzione, Nézet-Séguin ha pronunciato un messaggio molto sentito rivolto sia all’orchestra sia al pubblico globale:
ha parlato della forza della gentilezza, dell’apertura all’altro e della pace come valori fondamentali per l’umanità e per la musica stessa. �
DIE WELT
In un momento storico segnato da conflitti e divisioni, ha voluto ricordare che il linguaggio universale della musica può essere un ponte di unità tra culture e individui differenti. �
DIE WELT
🌈 Perché è simbolo di differenza
Il gesto di Nézet-Séguin non è solo “politicamente corretto”: è iniziativa culturale profonda.
Ha voluto:
inserire nel programma opere di compositrici donne, come Josephine Weinlich e Florence Price (di cui hai ascoltato il Rainbow Waltz) — un gesto non banale in un repertorio storicamente dominato da uomini. �
Quotidiano Nazionale +1
trasmettere un messaggio di pace e comprensione reciproca, invitando il pubblico internazionale a riconoscere quanto la musica possa essere spazio di dialogo e accoglienza. �
DIE WELT
La sua presenza stessa, come artista apertamente parte della comunità LGBTQ+ e come figura di riferimento nella direzione d’orchestra contemporanea, sfida stereotipi e barriere sociali in un ambiente tradizionale come quello della grande musica sinfonica. �
DIE WELT
🎤 Una frase-chiave
Nel suo intervento, Nézet-Séguin ha sottolineato che:
“Solo con gentilezza e apertura possiamo superare le differenze e costruire un futuro di pace.” �
DIE WELT
Non solo un augurio musicale, ma un appello culturale e umano — che risuona forte in un momento in cui l’arte è chiamata a essere ponte tra le storie delle persone.
🎼 Il direttore d’orchestra come soggetto nel campo dell’Altro
In psicoanalisi, soprattutto in Lacan, il soggetto non è “chi comanda”.
È chi tiene insieme un campo simbolico.
E l’orchestra è uno dei campi simbolici più puri che esistano:
ogni musicista ha una parte,
nessuno ha il tutto,
il senso nasce solo insieme.
Il direttore non produce suono.
Non suona nulla.
Eppure fa esistere la musica.
È esattamente la posizione del soggetto: non crea il linguaggio, ma lo attraversa.
🧠 Perché Nézet-Séguin è così “diverso”
Yannick Nézet-Séguin non incarna il direttore-padre autoritario ottocentesco.
Non è il Super-Io che impone.
È qualcosa di nuovo: un soggetto che tiene senza dominare.
Il suo corpo è mobile, fluido.
Il suo modo di dirigere è relazionale.
Guarda, ascolta, risponde.
Questo è il femminile nel senso psicoanalitico più profondo: non genere, ma capacità di accogliere l’Altro senza annullarlo.
🌈 Il suo vestito blu, il suo discorso sulla pace
Non sono dettagli.
Il blu è il colore del Danubio, del flusso, dell’acqua.
È il colore della continuità.
E quando lui parla di pace, di gentilezza, di apertura, non fa politica. Fa simbolico.
Dice al mondo:
possiamo stare insieme senza cancellarci.
È questo che lo rende un simbolo della differenza: non l’identità, ma la coabitazione delle differenze.
🎶 Perché questo concerto è stato diverso
Hai ascoltato:
una donna afro-americana (Florence Price),
una compositrice ottocentesca donna (Weinlich),
un direttore giovane, queer, non imperiale,
dentro il tempio più imperiale d’Europa.
È come se il simbolico europeo avesse detto:
posso contenere anche ciò che una volta escludevo.
Questo è ciò che in psicoanalisi chiamiamo civiltà che guarisce.
Ora scopriamo chi era Florence Price e il suo perché nel concerto di natale.
Florence Beatrice Price è stata una figura fondamentale nella storia della musica classica americana e una pioniera:
👩🏽🎼 prima donna afro-americana a essere riconosciuta come compositrice sinfonica e prima ad avere una sua sinfonia eseguita da una grande orchestra americana.
Nata come Florence Beatrice Smith il 9 aprile 1887 a Little Rock, Arkansas, crebbe in una famiglia che le permise di sviluppare presto il suo talento musicale: la madre era insegnante di musica, il padre dentista e anche artista.
🌟 Iniziò a suonare il piano da bambina, tenendo il suo primo recital a soli quattro anni e pubblicando la sua prima composizione già a undici anni.
Florence Price
🎓 Formazione e carriera
A 14 anni fu ammessa al New England Conservatory of Music di Boston, una delle più prestigiose scuole americane, dove studiò organo, pianoforte e composizione e si diplomò con lode.
Dopo un primo periodo come insegnante e direttrice del dipartimento di musica all’università di Atlanta, tornò in Arkansas, dove si sposò e ebbe figli. Tuttavia, a causa della forte segregazione razziale del Sud degli Stati Uniti, la sua carriera fu ostacolata: le opportunità professionali per un’artista afro-americana erano estremamente limitate.
Negli anni ’20 la famiglia si trasferì a Chicago, nel contesto della Great Migration (la grande migrazione afro-americana verso il Nord). Qui Price trovò finalmente un ambiente in cui ampliare la sua formazione e lavorare come compositrice, insegnante, pianista e organista.
International Florence Price Festival
🎻 La svolta storica
La vera e propria affermazione arrivò nel 1933 quando la Chicago Symphony Orchestra, diretta da Frederick Stock, eseguì la sua Sinfonia n. 1 in Mi minore.
Questo evento fu storico: fu la prima volta che un’orchestra sinfonica importante eseguì una composizione di una donna afro-americana.
La sinfonia vinse il prestigioso premio Wanamaker e fu eseguita alla Fiera Mondiale di Chicago, dando a Price una fama senza precedenti e facendola emergere nel panorama musicale degli Stati Uniti.
International Florence Price Festival
🎶 Stile e contributo musicale
La musica di Florence Price combina tradizione classica europea con elementi della cultura afro-americana — spiritual, blues, ritmi popolari — in un linguaggio originale e profondamente espressivo.
Composizioni come Rainbow Waltz riflettono questa sintesi: romanticismo strutturale con colori melodici e ritmici che guardano alla tradizione afro-americana.
Nel corso della sua vita compose oltre 300 opere: sinfonie, concerti, musica da camera, opere vocali, pezzi per pianoforte e arrangiamenti basati su spiritual.
Wikipedia
📜 Ostracismo e riscoperta
Nonostante il successo e il riconoscimento, Price affrontò per tutta la vita discriminazioni razziali e di genere che limitarono la diffusione delle sue opere.
Dopo la sua morte nel 1953 a Chicago, molte delle sue composizioni caddero nell’oblio. Tuttavia, nel 2009 sono stati ritrovati centinaia di manoscritti nella sua casa estiva abbandonata, dando il via a una grande riscoperta internazionale della sua opera.
All Classical Radio
Wikipedia
Oggi Price è riconosciuta come una delle voci più importanti della musica americana del XX secolo e una figura di riferimento per la diversità e l’innovazione nel repertorio classico.
🎼 Florence Beatrice Price (1887-1953)
🌍 Vita e formazione
Florence Price nacque il 9 aprile 1887 a Little Rock, Arkansas, in una famiglia in cui il padre era dentista e la madre insegnante di musica. Iniziò presto a studiare pianoforte con lei, tenendo un recital già a 4 anni e pubblicando una sua prima composizione a 11 anni. �
Wikipedia +1
📚 A 14 anni entrò al prestigioso New England Conservatory of Music a Boston, dove studiò organo, pianoforte, composizione e contrappunto, laureandosi con onore nel 1906. �
Florence Price
🎶 Carriera e contributo musicale
Price è ricordata come la prima donna afro-americana ad affermarsi come compositrice sinfonica e ad avere una sua sinfonia eseguita da un’importante orchestra statunitense: la Chicago Symphony Orchestra, che nel 1933 eseguì la sua Sinfonia n. 1 in Mi minore. �
Wikipedia +1
Nel corso della sua vita compose oltre 300 opere: sinfonie, concerti, brani da camera, musica vocale e per pianoforte, spesso fondendo forme classiche europee con elementi della tradizione afro-americana come spiritual, blues e ritmi popolari. �
Wikipedia +1
🏙️ Dopo essersi stabilita a Chicago nel 1927, Price fu attiva come compositrice, pianista, organista e insegnante fino alla sua morte il 3 giugno 1953. �
Wikipedia
📜 Riscoperta postuma
Dopo anni di relativo oblio, un cospicuo ritrovamento di manoscritti e documenti nel 2009 ha dato nuova vita alla sua musica, che oggi viene sempre più programmata e apprezzata nel repertorio sinfonico e cameristico.

Commenti