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Le sirene non sono un episodio del viaggio: sono la chiave interpretativa di tutto il viaggio. Le isole del ritorno ad Itaca e il loro significato nella chiave del desiderio. Dott. Maurizio Silvestri

Se prendiamo il monologo di Ulisse nel film di Nolan sulle sirene scopriamo il significato nascosto di tutte le tappe dell'eroe per arrivare ad Itaca. La mancanza che ci mostra il protagonista nel suo ritorno matura durante il viaggio in un desiderio che ci mostra che le Sirene non sono un episodio del viaggio: sono la chiave interpretativa di tutto il viaggio. È come se il loro canto rivelasse il significato nascosto di tutte le tappe precedenti.


1. I Ciconi – La guerra che non finisce

Subito dopo Troia, Ulisse potrebbe ripartire. Invece saccheggia ancora.

Il desiderio è quello dell'eroe che non riesce a smettere di essere guerriero.

Il canto delle Sirene direbbe:

"Tu non sai più vivere senza combattere."

Il primo ostacolo non è il mare. È la dipendenza dalla guerra.

2. I Lotofagi – Il desiderio di dimenticare

Il loto fa perdere la memoria.

Non è un semplice narcotico.

È la tentazione di cancellare il dolore.

Le Sirene gli direbbero:

"Vorresti dimenticare tutto. Ma se dimentichi il dolore, dimentichi anche chi sei."

3. Polifemo – L'onnipotenza

Qui Ulisse vuole dimostrare la propria superiorità.

Dopo essere riuscito a fuggire, non resiste al bisogno di rivelare il proprio nome.

È un gesto apparentemente assurdo.

Perché?

Perché desidera essere riconosciuto.

Le Sirene potrebbero dirgli:

"Hai più bisogno di essere ammirato che di essere salvo."

Ed è proprio quel bisogno a provocare l'ira di Poseidone.

4. Eolo – L'incapacità di fidarsi

Il vento è ormai domato.

Manca pochissimo a Itaca.

Ma i compagni aprono l'otre.

Il desiderio nascosto è il sospetto.

Ulisse non riesce a creare un legame sufficientemente forte da impedire che la paura e l'invidia distruggano tutto.

5. I Lestrigoni – Il crollo delle certezze

Quasi tutta la flotta viene distrutta.

Qui muore l'illusione del controllo.

Ogni progetto umano può essere annientato in un attimo.

6. Circe – Il desiderio di essere altro

Gli uomini diventano animali.

È un simbolo straordinario.

La domanda è:

Quanto è facile perdere la propria umanità?

Le Sirene direbbero:

"A volte desideri smettere di essere uomo, perché essere uomo significa soffrire."

7. L'Ade – Le promesse non mantenute

Qui il monologo delle Sirene diventa chiarissimo.

"Era il canto di tutte le promesse che non ho mantenuto."

Nell'Ade quelle promesse hanno finalmente un volto.

Ogni morto ricorda a Ulisse qualcosa che non potrà mai riparare.

È il momento in cui comprende che il passato non può essere corretto.

Può solo essere assunto.

8. Le Sirene – La verità

Qui il viaggio si ferma.

Le Sirene non gli mostrano il futuro.

Gli mostrano lui stesso.

Ed emerge la frase più sconvolgente:

"Ciò che non puoi avere di più è ciò che avevi già e hai perduto."

Non è Penelope.

Non è Itaca.

È l'Ulisse che partì per Troia.

Quell'uomo non esiste più.

9. Scilla e Cariddi – Scegliere quale perdita accettare

Non esiste una soluzione perfetta.

Qualunque scelta comporta un sacrificio.

È una delle lezioni più adulte del film.

La vita non consiste nello scegliere tra bene e male.

Molto spesso consiste nello scegliere quale dolore assumersi.

10. L'isola del Sole – Il limite

I compagni uccidono i buoi sacri.

Ancora una volta non accettano il limite.

È il peccato fondamentale dell'essere umano.

Credere che tutto gli appartenga.

11. Calipso – Il desiderio di fermare il tempo

Questo è forse il passaggio più vicino al monologo.

Calipso offre ciò che ogni essere umano sogna:

  • immortalità;

  • amore;

  • assenza di dolore;

  • nessuna responsabilità.

Ma Ulisse rifiuta.

Perché?

Perché comprende finalmente una cosa.

Se il tempo si fermasse, cesserebbe anche il desiderio.

La vita diventerebbe eterna...

...ma non sarebbe più vita.

La conclusione

Rileggendo il film attraverso il monologo delle Sirene, ogni isola rappresenta una forma diversa del desiderio umano:

  • i Lotofagi: desidero dimenticare;

  • Polifemo: desidero essere riconosciuto;

  • Circe: desidero smettere di soffrire;

  • l'Ade: desidero che il passato sia diverso;

  • le Sirene: desidero ciò che ho perduto;

  • Calipso: desidero che il tempo finisca di ferirmi.

Alla fine, però, Ulisse scopre che il desiderio più profondo non è tornare a Itaca. È ritrovare l'uomo che era prima della guerra. E questo è impossibile.

Qui Nolan si allontana da Omero e si avvicina sorprendentemente alla psicoanalisi. La conclusione non è: "Il desiderio trova finalmente il suo oggetto." Al contrario: la maturazione consiste nell'accettare che l'oggetto perduto non potrà essere recuperato.

In questo senso, la frase «Ciò che non puoi avere di più è ciò che avevi già e hai perduto» diventa la chiave di tutto il film. Non parla soltanto di Penelope, di Itaca o dei compagni morti. Parla della perdita dell'innocenza. Ulisse comprende che il vero ritorno non consiste nel rimettere piede a casa, ma nel riconoscere che nessun ritorno può restituirci ciò che il tempo ha trasformato. È questa accettazione, più che ogni impresa eroica, a renderlo finalmente un uomo saggio.

 
 
 

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