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La costituzione del soggetto tra speranza e conflitto: un viaggio musicale da “Rainbow” a “Somewhere”. Dott. Maurizio Silvestri psicologo psicoterapeuta.


Oggi ho assistito a un bellissimo concerto organizzato per il 2 giugno 2026 festa della repubblica a Palazzo Reale Via Balbi a Genova. E' stato toccante perche eseguito da un coro speciale, quello delle voci bianche del Carlo Felice con circa 60 ragazzi dai 9 ai 18 anni accompagnati dal pianoforte. La cornice del palazzo con la magnifica sala in cui e stato svolto il tutto ha dato un tocco artistico al bellissimo lavoro che e stato fatto sia negli arrangiamenti dei testi sia nel significato di quelle canzoni che hanno trasmesso tantissimo dal punto di vista emotivo ed emozionale. Volevo ora fare un piccolo percorso analitico con voi per vedere il concerto e la scelta dei brani da un punto di vista psicoanalitico per arricchire ulteriormente il valore simbolico e di significato che a mio parere il concerto ha gia.


il significato del concerto ed il messaggio che attraversa tutti i pezzi:

A mio parere non e' un caso che il titolo della manifestazione e stato dato con il titolo Over the Rainbow, titolo anche di una canzone eseguita e che potremmo vedere come "il canto della speranza e del desiderio di trascendere i limiti del presente. Questo pezzo ci insegna che il vero viaggio non consiste nel raggiungere l'arcobaleno: consiste nel trasformare il modo in cui guardiamo la realtà e noi stessi".


Ora entriamo nell'ambito psicoanalitico e vediamo come leggere questo concerto attraverso una interpretazione che tiene conto dei pezzi scelti ma anche di questo messaggio sotteso del concerto stesso.


C’è un punto in cui la musica smette di essere semplice ascolto e diventa una forma di pensiero. Le canzoni, soprattutto quando sono riunite in un contesto come una rassegna o una performance collettiva, non parlano solo di emozioni: mettono in scena la struttura stessa della vita psichica.

La manifestazione “Rainbow”, con il suo intreccio di brani diversi per epoca e stile, sembra costruire inconsapevolmente una narrazione unica: quella della costituzione del soggetto umano tra desiderio, conflitto e speranza.

Non si tratta di un percorso lineare, ma di una tensione costante: il soggetto si forma non eliminando il conflitto, ma attraversandolo.

1. Il soggetto nasce da una mancanza: “Over the Rainbow”

In The Wizard of Oz, con la voce di Judy Garland, “Over the Rainbow” inaugura un gesto fondamentale della psiche: il desiderio di un altrove.




Dorothy immagina un luogo dove tutto è migliore, dove il conflitto si dissolve.

Ma questo “oltre” non è un luogo reale: è la forma originaria del desiderio.

Dal punto di vista psicoanalitico, qui si struttura il primo movimento del soggetto:

  • la realtà è insufficiente,

  • nasce una tensione,

  • il soggetto si proietta altrove.

La speranza non è evasione: è la prima organizzazione simbolica della mancanza.

2. L’amore come sospensione del conflitto: “Tonight”

In West Side Story, “Tonight” mette in scena un momento fragile e assoluto.

Per Tony e Maria, l’amore produce una sospensione temporanea del mondo.



Il conflitto sociale, etnico e simbolico scompare per un istante.

Ma questa sospensione è proprio ciò che la rende tragica: il soggetto scopre che l’unità immaginaria non è sufficiente a trasformare la realtà.

Qui emerge una verità centrale:

il soggetto non può abolire il conflitto, può solo attraversarlo.

3. L’illusione della trasformazione narcisistica: “I Feel Pretty”

Sempre in West Side Story, “I Feel Pretty” mostra un altro registro della costituzione soggettiva.



Maria si sente trasformata dall’amore.

Non è il mondo a cambiare, ma lo sguardo su di sé.

È il momento narcisistico della costituzione del soggetto:

  • lo sguardo dell’altro diventa fondante,

  • l’identità si illumina,

  • il soggetto si riconosce attraverso il desiderio altrui.

Ma anche qui la realtà resta in sottofondo, pronta a riemergere.

4. Il sogno della riconciliazione: “Somewhere”

Il punto più alto del movimento è forse “Somewhere”, sempre da West Side Story.



Qui il soggetto non immagina più un piacere immediato, ma un luogo possibile di riconciliazione.

Non è più “io sto bene qui”, ma:

“forse da qualche parte è possibile stare insieme senza distruzione”.

È il livello utopico del desiderio.

Dal punto di vista psicoanalitico:

  • Freud: ritorno fantasmatizzato a una forma di sicurezza originaria;

  • Lacan: ricerca di un luogo in cui la mancanza possa essere colmata.

Ma la potenza del brano sta proprio nel fatto che questo luogo non è dato: è un orizzonte.

5. La memoria dell’amore e l’assenza: “Black is the Color”

In ballate come “Black Is the Color of My True Love’s Hair”, il soggetto non è più nel presente né nell’utopia.



È nella memoria del desiderio.

L’oggetto d’amore diventa un frammento:un dettaglio che sopravvive all’assenza.

Qui la costituzione del soggetto passa attraverso la perdita:non si ama solo ciò che è presente, ma ciò che continua a vivere dentro di noi come traccia.

6. La forza cieca del reale: “O Fortuna”

Con Carl Orff e la sua “O Fortuna” da Carmina Burana, il discorso cambia radicalmente.




Qui non c’è più speranza soggettiva, ma destino impersonale.

La ruota della fortuna mostra che:

  • tutto può cambiare,

  • nulla è stabile,

  • il controllo è illusione.

È il momento del reale psichico: ciò che interrompe ogni costruzione immaginaria.

7. La costituzione del soggetto: tra speranza e conflitto

Mettendo insieme questi brani, emerge una traiettoria precisa:

  • Desiderio di altrove (Over the Rainbow)

  • Illusione dell’amore assoluto (Tonight)

  • Trasformazione narcisistica (I Feel Pretty)

  • Utopia della riconciliazione (Somewhere)

  • Memoria e perdita (Black is the Color)

  • Impatto del destino (O Fortuna)

Non sono momenti separati: sono fasi della stessa struttura.

Il soggetto si costituisce proprio in questo movimento oscillante tra:

  • speranza e disillusione,

  • immaginario e reale,

  • desiderio e limite,

  • conflitto e tentativo di superamento.

Conclusione

La musica della giornata “Rainbow” sembra dirci qualcosa di molto semplice e molto radicale:

il soggetto non nasce dalla risoluzione del conflitto, ma dalla sua trasformazione simbolica.

La speranza non elimina la frattura: la rende vivibile.

E forse la funzione più profonda della musica, come della psiche, è proprio questa:non cancellare il conflitto, ma dargli una forma in cui possa essere pensato, cantato e condiviso.


Chi volesse vedere il film West side story in inglese da cui sono stati tratti diversi brani del concerto:



 
 
 

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